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MaxLibris parla con Massimo Luigi Pattano

Pubblichiamo un’intervista con Massimo L Pattano.
MaxLibris, come descritto in HomePage, è solo il megafono attraverso il quale questo autore amplifica il proprio pensiero. Dal punto di vista dei servizi all'autore ha gestito i codici ISBN e la cura dei vari spazi di vendita e di comunicazione.

ML: Ciao Massimo, ti farò una serie di domande alcune cattivelle, spero tu non sia evasivo.
M: Figurati, non sono un evasore, come risponderebbe Totò.

ML: La prima è una domanda brutale. La tua scelta di pubblicare romanzi in digitale è data dal fatto che nessuno degli editori esistenti in italia e all'estero ti si è filato?
M: (ride) In parte hai ragione ma in parte torto, ho ricevuto molti incoraggiamenti dagli editori che, chiaramente, non si sono trasformati in “tiè beccati l’anticipo” ma questo non dovrebbe scoraggiare nessuno. Guardando a posteriori le vicende di altri scrittori, forse sono stato fortunato.
ML: Parli degli scrittori in lotta perchè non gli vengono pagate le revenue? M: Si, ne esistono una serie di storie di mancati pagamenti e per uno che scrive per vivere, il mancato pagamento equivale alla morte. Ci sono anche altri editori che se gli dai l’obolo per la stampa ti pubblicano al volo.
Vedi io non sono bravo a fare il manager di me stesso. Devo stare in un posto a scrivere, inventare, trovare qualcosa per soddisfare il mio bisogno egoistico creativo poi per fortuna questa cosa piace anche ad altri, quindi, chi sono io per lasciarla in un cassetto?
Mi sono detto, se voglio raccontare queste storie alla gente, devo fare da me, sfruttando le possibilità immense messe a disposizione dal mondo digitale. Se riesco ad accorciare la filiera posso abbassare il prezzo delle pubblicazioni e poi perché devo dare soldi a chi per me non fa nulla?
Sicuramente nell’editoria c’è qualche problema, pensa che tempo fa avevo composto delle descrizioni per un libro che ritraeva alimenti, le foto erano molto belle e quello che avevo scritto ne ricalcava molto bene i contorni. Naturalmente, l'editore, ha proposto al fotografo che le didascalie le scrivesse uno dei soliti nomi noti. Ora, capisco le regole commerciali, ma fagli fare una prefazione, tanto hai lo stesso il risultato, no? Invece no, eliminato me, alla fine non hanno fatto manco il libro.
Ci sono molte persone che hanno il sogno di scrivere, se guardi in internet trovi di tutto. Per esempio, scuole di scrittura per giovani autori (cosa sono le scuole di scrittura? capisco la forma ma lo stile personale? Perché snaturare una cosa che trova il suo senso in ciò che è), stampatori, marketing, etc. Insomma un po’ di marcio nel sistema c’è. Non dico che tutti fanno così, ma c’è un gran bel po’ di gente che vive sui sogni di poveretti che hanno trovato la forza di tirare fuori il loro pensiero interiore e metterlo bit su bit, nero su bianco.

ML: Quindi, costretto a fare il manager di te stesso, ma perché solo libri digitali?
M: hmmm, per una svariata serie di motivi. Il primo è che per scrivere basta un pc e un elaboratore di testo, reperibili facilmente e a basso costo, assolutamente grafo-democratico. Il secondo motivo è ancora più semplice: un giorno osservai un bambino delle elementari trascinarsi dietro uno zaino pesantissimo colmo di libri. Mi chiesi il perché di quella fatica, oggi basterebbe un tablet per contenere quella massa di roba, pochi etti contro molti chili ma perché non cominciare a professare questa filosofia digitale?
Capisco comunque il feticismo del libro, anche io ne subisco il fascino.

ML: Perché hai deciso di fare svariate versioni da pubblicare su diversi ecommerce?
M: Semplicemente perché volevo evitare di creare una mono infrastruttura quando ce ne sono già moltissime a disposizione, mi piace l’ecologia digitale, invece di fare e rifare cose che già ci sono, utilizzo le piattaforme più importanti per distribuire il prodotto. (Amazon, App Store, etc..)

ML: Cosa hai fatto per tutelare il copyright?
M: Ero sostanzialmente stufo di vedere alcuni pensieri che mi transitavano in mente, finalizzati da altri (male) per cui ho agito in due modi: MaxLibris (grazie) mi ha fornito i codici ISBN per identificare le varie versioni (digitali e non) dei miei libri a livello internazionale e poi ovviamente, essendo associato SIAE, li ho depositati affinché non ci siano proprio discussioni in merito alla paternità.

ML: Parlaci del tuo stile, molti lo definiscono porno perché?
M: Casualmente, in questi primi libri, ho raccontato storie di uomini e donne che si confrontano molto sul territorio sessuale e siccome io descrivo la situazione in sé, purtroppo o per fortuna se c’è una scopata di mezzo non passo oltre. Sarebbe come se nella vita vi dimenticaste di aver fatto sesso mezzo secondo dopo. Durante quei momenti non c’è solo meccanica, esisono anche pensieri ed emozioni.
Se poi qualcuno si scandalizza sono cazzi suoi, che legga altro.
Odio questa maledetta ipocrisia di nascondere cose che poi nel privato si agiscono, è questo tipo di mentalità che fa crescere il malsano dentro l’animo. "La Centuria" in molte sue parti e altri romanzi che ho in lavorazione non toccano neanche di striscio la tematica sesso, eppure io li trovo in egual modo diretti. Sicuramente in quel caso si potrà dire che sono troppo splatter, troppo sentimentale, insomma troppo. In effetti forse è vero io sono "TROPPO" ma forse anche, chi se ne frega.

ML: Un paio di domande per concludere, pensi che davvero il digitale sia il futuro dell’editoria?
M: Come ti dicevo, il digitale permette a tutti di scrivere, quindi spero che ci sia un esplosione di scrittura così come è più facile fare musica, cinema, etc. Spero ci sia un’esplosione dell’arte digitale che contrasti il piattume della tv generalista. Credo nell'interattività, nello scambio di idee ma anche nell'individualità e nel carisma, spero nei giovani per questa rivoluzione mediatica.
Spero si stufino di guardare programmi insulsi che promettono loro soldi facili e carriere nell’apparire. Spero che il digitale non sia solo il futuro dell’editoria ma una modalità di sviluppare arte a 360 gradi.

ML: Ultima domanda di rito, progetti futuri?
M: Si, te ne posso già citare alcuni, voglio chiudere un discorso musicale aperto nel 1978 facendo un ultimo lavoro con la mia attuale band i "Klownfish", poi ho una serie di racconti horror da terminare, è una raccolta che comprende alcuni miei lavori giovanili rivisitati "Il 9 Nero".
In coda ci sono alcuni romanzi già iniziati ed altri abbozzati: "The Train of the Daily Sfiga", "Il Giardino delle Ninfee", "Nella vecchia Server Farm" poi un giallo splatter "Amore e Moussaka" e un romanzo sentimentale "Il Segreto della Salvia fritta", direi che non ho tempo per altro.
Adesso vattene che devo scrivere.